Leone costellazione e mito

 by Franco C.

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        La Costellazione    

In questa grande costellazione zodiacale situata subito a nord dell’equatore celeste, il profilo disegnato dalla linea immaginaria che unisce le stelle, formano una figura assai somigliante a un leone accovacciato. L’immagine creata dalle sei stelle che segnano la testa e il petto del Leone, è nota come “falce” e ha la forma di un punto interrogativo capovolto o di un uncino.
In novembre da questa regione celeste s’irradia lo sciame meteorico delle Leonidi.

COME SI TROVAI
 

l Leone e la sua stella principale Regulus, si trova sull’ideale prolungamento delle due ruote anteriore del Carro Maggiore.   Partendo da Regulus si può ricostruire l’asterismo del “falcetto” e dell’intera costellazione a forma di leone.

LE PRINCIPALI STELLE

a Leo (Regulus)   : Si trova ai piedi della “falce”. Il nome Latino Regulus significa piccolo re.
Colore: bianco; m = 1,4 ;  Distanza = 77 a.l.

Anticamente era considerata una stella beneaugurate.

Osservando e studiando questa stella l’astronomo Ipparco scopri la precessione degli equinozi (130 a.C.).

b Leo (Denebola) : Il nome deriva dall’arabo e significa coda del leone.  m = 2,1
Denebola aveva cattiva fama e secondo l’astrologia medievale era foriera di sciagure.

g Leo (Algieba)     : E’ una doppia superba, con un periodo di 619 anni.   Colore arancione;   m = 2,2 e 3,5 

 

PRINCIPALI OGGETTI NON STELLARI: 

M65 e M66 : sono due galassie spirali fisicamente associate.  Distanza:29 milioni di a.l.  m = 9,3 e 9,0

 

 

 

Il mito

Leone – Il mito
 




 

 



I Babilonesi e i popoli asiatici associavano il Leone al Sole perché anticamente il periodo più caldo dell’anno cadeva con l’astro in questa costellazione. Il termine “solleone” significa proprio “il sole nel Leone”.

Anche gli Egiziani associarono il grande caldo con il Leone che si levava con il Sole durante i giorni del solstizio d’estate (oggi invece il solstizio d’estate cade nella costellazione dei Gemelli).
Gli egiziani, infatti, avevano notato che i leoni del deserto, per sfuggire alla siccità si recavano in massa nella valle del Nilo proprio nei giorni solstiziali. L’associazione dell’animale con la benefica acqua del fiume, spinse il popolo egiziano a scolpire la testa del leone sui portali che immettevano l’acqua nei canali d’irrigazione della vallata.
La testa del leone fu adottata come simbolo anche nelle fontane, dove si faceva sgorgare l’acqua da una bocca leonina.
Ancora oggi si può vedere l’acqua uscire da rubinetti a forma di leone.
Singolarmente, anche l’asterismo a forma di “falce” cadeva nel periodo in cui si doveva tagliare il grano.
Alcuni astromitografi sostengono che il leone sia stato posto in cielo perché è il re degli animali; altri invece lo collegano al mito di Ercole.

Nella mitologia greca il Leone rappresenta la belva mitologica che viveva in una caverna vicino Nemea, da dove usciva per assalire e divorare gli abitanti terrorizzati.
Ercole per ottenere l’immortalità fu mandato dal cugino Euristeo a uccidere il leone.
Poiché la pelle dell’animale era impenetrabile alle frecce, Ercole afferrò il leone e lo strangolò con la forza delle braccia. Usò poi gli artigli della belva, affilati come rasoi, per incidere la pelle. Fiero della sua preda Ercole indossò la pelle del leone come mantella, mentre la testa fungeva da elmo. Così compare in molte raffigurazioni mitiche.

IL CIELO CRISTIANIZZATO
 
Nel “coelum stellatum christianum” l’astronomo tedesco J. SCHILLER, sostituì il Leone con il mite e dubbioso apostolo San Tommaso