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La Costellazione
In questa
grande costellazione zodiacale situata subito a nord
dell’equatore celeste, il profilo disegnato dalla linea
immaginaria che unisce le stelle, formano una figura assai
somigliante a un leone accovacciato. L’immagine creata dalle
sei stelle che segnano la testa e il petto del Leone, è nota
come “falce” e ha la forma di un punto interrogativo
capovolto o di un uncino.
In novembre da questa regione celeste s’irradia lo sciame
meteorico delle Leonidi.

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l Leone e la sua stella principale Regulus, si
trova sull’ideale prolungamento delle due ruote
anteriore del Carro Maggiore. Partendo da
Regulus si può ricostruire l’asterismo del
“falcetto” e dell’intera costellazione a forma
di leone. |
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Leone – Il mito

I
Babilonesi e i popoli asiatici associavano il Leone al Sole
perché anticamente il periodo più caldo dell’anno cadeva con
l’astro in questa costellazione. Il termine “solleone”
significa proprio “il sole nel Leone”.
Anche gli Egiziani associarono il grande caldo con il Leone
che si levava con il Sole durante i giorni del solstizio
d’estate (oggi invece il solstizio d’estate cade nella
costellazione dei Gemelli).
Gli egiziani, infatti, avevano notato che i leoni del
deserto, per sfuggire alla siccità si recavano in massa
nella valle del Nilo proprio nei giorni solstiziali.
L’associazione dell’animale con la benefica acqua del fiume,
spinse il popolo egiziano a scolpire la testa del leone sui
portali che immettevano l’acqua nei canali d’irrigazione
della vallata.
La testa del leone fu adottata come simbolo anche nelle
fontane, dove si faceva sgorgare l’acqua da una bocca
leonina.
Ancora oggi si può vedere l’acqua uscire da rubinetti a
forma di leone.
Singolarmente, anche l’asterismo a forma di “falce” cadeva
nel periodo in cui si doveva tagliare il grano.
Alcuni astromitografi sostengono che il leone sia stato
posto in cielo perché è il re degli animali; altri invece lo
collegano al mito di Ercole.
Nella mitologia greca il Leone rappresenta la belva
mitologica che viveva in una caverna vicino Nemea, da dove
usciva per assalire e divorare gli abitanti terrorizzati.
Ercole per ottenere l’immortalità fu mandato dal cugino
Euristeo a uccidere il leone.
Poiché la pelle dell’animale era impenetrabile alle frecce,
Ercole afferrò il leone e lo strangolò con la forza delle
braccia. Usò poi gli artigli della belva, affilati come
rasoi, per incidere la pelle. Fiero della sua preda Ercole
indossò la pelle del leone come mantella, mentre la testa
fungeva da elmo. Così compare in molte raffigurazioni
mitiche.
IL CIELO CRISTIANIZZATO
Nel “coelum stellatum christianum” l’astronomo tedesco
J. SCHILLER, sostituì il Leone con il mite e dubbioso
apostolo San Tommaso