Gemelli - Mitologia

 by Franco C.

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  Gemelli - Il mito
 

  Secondo una leggenda greca, questa costellazione rappresenta i due gemelli Castore e Polluce chiamati anche Dioscuri (“Figli di Zeus”).     Entrambi erano figli di Leda, moglie del re di Sparta Tindaro.   Dall’unione di Leda con il marito, ma anche con Zeus (Giove), che si era trasformato in cigno (rappresentato nella costellazione omonima), Leda generò due uova. 
Da uno nacquero Castore e Clitennestra, figli di Tindaro e Leda e perciò mortali e dall’altro Polluce ed Elena, immortali perché figli del dio.

  Castore e Polluce crebbero molto legati uno all’altro come veri gemelli e parteciparono entrambi alla spedizione degli Argonauti.    Durante la spedizione conobbero un’altra coppia di gemelli, Idas e Linceo, a cui erano state promesse in sposa due bellissime fanciulle.

 Castore e Polluce, innamoratisi delle due fanciulle, le rapirono .  Furono quindi inseguiti e sfidati a duello dall’altra coppia di gemelli.

   Castore (mortale) perì trafitto dalla spada di Linceo, mentre Polluce (immortale) sopravvisse.
 
  Affranto per la morte del fratello, Polluce chiese a suo padre di dividerne la sorte, e Zeus concesse loo di vivere insieme alternativamente un giorno nell’olimpo e un giorno negli inferi.  Sono simbolo di amore fraterno e vengono raffigurati abbracciati

 

Gemelli – Il culto dei Dioscuri a Torre maggiore e Carsulae

Il culto dei Dioscuri ha radici micenee e trova paralleli anche nelle culture medio-orientali. In Grecia esso nasce a Sparta . Attraverso le colonia doriche il culto si diffuse in Sicilia ed in Magna Grecia.
I Dioscuri vennero interpretati come due figure di grandi atleti: Castore era un valente cavaliere e Polluce un fortissimo pugile. Il primo era mortale , il secondo immortale.
Sono divinità caratterizzate come eroi e come tali essi potevano venire in soccorso agli uomini nei pericoli, nelle malattie o fornendo auspici.
L’attributo più comunemente associato ai Dioscuri è infatti quello di “salvatori”.
Loro caratteristiche principali erano:
                                             
> L’aiuto ai combattenti

Secondo una leggenda i Dioscuri avevano combattuto a fianco dei Locresi, contribuendo alla disfatta dei Crotoniani. (battaglia di Sagna 530 a.C.) Il culto dei Dioscuri fu introdotto a Roma dopo la battaglia di Regillo, tra romani e Latini. (499 a.C). Infatti, secondo un’altra leggenda, essi avevano combattuto tra le file dei Romani, determinando la vittoria, e quella sera stessa ne avevano dato notizia al popolo abbeverando i loro cavalli alla fonte Giuturna al foro. Successivamente a Roma, nel 494 a.C. fu innalzato un tempio a Castore


                                            
> La guarigione dei malati


                                            
> La tutela dei naviganti

Castore e Polluce erano invocati come soccorritori, durante le tempeste, perché inviassero venti favorevoli. Si credeva che si manifestassero con il fenomeno che successivamente, in epoca medioevale, venne definito con il termine: Fuochi di Sant’Elmo.
I fuochi di Sant’Elmo sono fluorescenze luminose che si generano sulle parti alte delle navi (generalmente sulle punte degli alberi),. Sono dovuti a concentrazione di cariche elettrostatiche, che danno luogo a scariche elettriche.(fulmini). I


 Il culto ai Dioscuri successivamente si diffuse anche presso i Romani.

 Il culto alle divinità doppie (gemelli) è attestato nel nostro territorio sin da epoca protostorica nelle popolazioni di origine umbra e poi in epoca romana. A tale proposito si pensi all’insediamento di S. Erasmo e al santuario sulla vetta di Torre Maggiore,(la montagna sopra Cesi);luogo di culto frequentato sin dal VI sec.A.C.
Dell’impianto originale (di epoca protostorica) è stata rinvenuto solo una piccola fossa votiva e una canaletta, entrambe scavate nella fossa. Successivamente (in epoca romana) furono costruiti due templi, circondati da una cinta muraria quadrata, che costituisce il “recinto sacro”.(vedi Fig. 1.Gem).

Fig 1.Gem

Nella fase più antica (VI sec. a.C.) le prime popolazioni umbre, in questo luogo probabilmente praticavano il culto a qualche divinità di tipo agro-pastorale, collegata alla pratica della transumanza.
A partire dal III sec. a.C., in conseguenza di un processo di romanizzazione, si assiste all’introduzione di nuovi modelli cultuali e religiosi rivolti ad una divinità che opera nel campo della “sanatio” (guarigione).
I due templi di Torre Maggiore (dalla pianta e dalle dimensione quasi uguali), sono disposti tra loro in modo normale,cioè con una rotazione di 90°. Gli assi maggiori dei due edifici sono orientati esattamente secondo i quattro punti cardinali. L’impressione è che tale orientamento dei due templi non sia casuale, ma trovi una sua ragione di essere nella pratica dell’avispicium, cioè nell’arte divinatoria tipica degli Umbri, e dei Romani, consistente nell’esame del volo degli uccelli, allo scopo di trarne auspici e segni profetici. L’indicazione immediata della posizione dei quattro punti cardinali rappresentata dagli assi degli edifici, avrebbe facilitato l’esame del responso richiesto alle divinità, che era legato al numero e alla direzione dei volatili osservati nel corso della cerimonia.
Ma la presenza di due templi gemelli fa pensare anche al culto dei Dioscuri.

Un altro singolare collegamento tra il culto dei Dioscuri e la Montagna di Torre Maggiore, si ravvede anche dalla presenza della chiesa di sant’Erasmo, eretta nel XII secolo, sul vecchio insediamento protostorico
sopra Cesi.
Sant’Erasmo da Formia è il protettore dei naviganti.
Il nome Sant’Erasmo è la deformazione di sant’Elmo.
Come già detto , nell’antichità si credeva che i fuochi di Sant’Elmo fossero la forma sotto cui si  manifestavano i Dioscuri.

Anche nella città romana di Carsulae venne praticato il culto a divinità doppie.
Secondo Umberto Ciotti, che per circa venti anni diresse gli scavi di Carsulae, il culto a divinità gemelle è attestato in epoca romana dai due tempietti gemelli che si affacciano sul foro cittadino (vedi Fig. 2 Gem.).
In epoca cristiana tale culto fu assimilato e perpetuato in quello dei Santi gemelli Cosma e Damiano, cui era dedicata la chiesetta che fu centro di quell’insediamento monastico.

I Santi Cosma e Damiano furono martirizzati tramite decapitazione nel 300 d.C.
Narra la tradizione che erano due fratelli gemelli che esercitavano la professione medica. Presero il posto dei Dioscuri nel culto popolare. Nel VI sec. D.C. cominciarono a essere venerati in occidente.
La chiesetta di Cosma e Damiano è ancora esistente ed è collocata proprio di fronte ai due tempietti gemelli di epoca romana.



                 
                                                 Fig 2.Gem